USCITA IRREALE
Performance: Body for Peace,
Bologna 2002
La performance si
struttura attraverso la sovrapposizione del video Via d'Uscita con il
corpo reale e inscatolato di Liuba.
La possibilità di
uscire dalle scatole e dai condizionamenti è possibile, in questo lavoro,
solo a livello ' virtuale', mentre nella realtà viene vissuta la frustrazione
di non poter uscire dai condizionamenti che ci sovrastano.
La dialettica
tra la possibilità, il video, e la realtà, il corpo performativo inscatolato,
genera stridore, disperazione, e anche rassegnazione.
Festival della performance
Bologna, Villa Serena
13 luglio 2002
a cura di Liuba e Ciro d'Aniello
L'idea di questa rassegna parte dal concetto di scambio e di interazione, degli artisti tra loro e col pubblico, e dei linguaggi espressivi e dei media nella performance.
La rassegna si è svolta in un contesto polivalente dove si aggregano abitualmente, nei grandi spazi della villa e nel parco, moltissime persone attirate dalle più varie proposte: dai concerti agli spettacoli, ai Deejay, ai bar di incontro. E' dentro tale cornice che si è sviluppato il bisogno di far interagire nuove forme d'arte sperimentali con un pubblico eterogeneo, composto anche da chi non frequenta rassegne o mostre d'arte. La performance ben si addice all' interazione con tale pubblico per il suo carattere immediato, basato sulla presenza fisica del corpo dell'artista, per la sua versatilità multimediale e per il suo carattere in divenire e sperimentale.
Il concetto di scambio è fondamentale anche tra gli artisti: incontrarsi, mostrarsi, interagire, sono momenti centrali della crescita e del lavoro di ciascuno.
In questo modo è nata l'idea del festival, che ha accolto durante la serata più di una quindicina di artisti da varie parti d' Italia e si propone di crescere ogni anno.
Il titolo della serata, BODY_FOR_PEACE, più che un tema da seguire, è voluto essere una dedica e un auspicio: impigliati come siamo nelle dinamiche di violenza e conflitto che continuano ad alimentarsi nelle nostre società, il fare artistico e il suo crearsi possono costituire zone franche in cui costruire obiettivi e ideali 'altri'. L'interazione tra le persone, tra i linguaggi, tra gli artisti, e la continua ricerca di esprimersi che sottende il lavoro di ciascuno possono diventare elementi preziosi per instaurare modi di comportamento e di vita 'alternativi' alle logiche di potenza e di sopruso ormai dilaganti.
La performance è diventata un linguaggio artistico importante e diffuso nel mondo dell'arte contemporanea. E' un linguaggio, a mio parere, estremamente attuale e consono ai tempi mobili in cui viviamo per la sua connotazione di essere in sinergia e in confine con diverse forme artistiche, dalle arti visive, alla poesia, alla corporeità teatrale, alla danza, al video, alla musica. La performance è un contenitore aperto che si presta alle più duttili combinazioni e all'inserimento di qualsiasi materiale o segno pertinente al progetto che la sottende.
In BODY_FOR_PEACE la trasversalità e la contaminazione dei linguaggi non sono mancate: la poesia sonoro - visiva di Nicola Frangione, l'azione scenico - musicale di Giovanni e Renata Strada, la poesia fisica e visiva di Alberto Gallingani, la contaminazione video corpo musica di Gianluca Beccari e il suo gruppo, l'azione materico - poetica di Ivano Vitali, il video performativo di Luigi Bianco, le azioni gestual - simboliche di Bruno Capatti e Attilio Fortini, l'azione danza di Manuel Scano, il gesto suono corpo del Gruppo Sinestetico, la forza musica corpo materia di Emilio Morandi, la scrittura performativa di Guglielmo di Mauro, il cibo corpo offerta del Gruppo Argilla, la sovrapposizione video corpo voce poesia di Liuba.