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SIDE BY SIDE
2005-2010
IL DITO E LA LUNA # 1

performance: Opening Biennale di Venezia 2007

 
Questo progetto è un lavoro su religione e tolleranza.
Riflettere sulla religione vuol dire riflettere sul bisogno di infinito che attraversa l'uomo in tutta la storia e in ogni latitudine, ma significa anche riflettere sulle forme storiche dei rituali che le diverse religioni usano per cercare questo infinito, e significa anche scontrarsi con la chiusura, l'errore, il fanatismo.

Meditare sulla religione per me vuol dire estasiarmi e meravigliarmi del rapporto con l'Immenso e al tempo stesso arrabbiarmi con la vuotezza di certe ritualità che a volte precludono questo stesso Immenso che vorrebbero contenere, scambiando il contenitore per il contenuto, il rito per Dio.

La riflessione sulla religione porta, come un pendolo che oscilla, il problema della Tolleranza e dell'Intolleranza (intese come accettazione/non accettazione dell'altro da me) toccandone gli estremi.
Da un lato, in quanto sintonia col divino, la religiosità è tolleranza per antonomasia, lo spirito religioso è amore incondizionato per l'altro da me e per un tutto di cui anch'io faccio parte.
Dall'altra parte un certo tipo di religiosità è il culmine dell'intolleranza, poiché pretende di essere l'unica chiave giusta di accesso alla salvezza, non accetta la diversità e si arrocca in una pericolosa solitudine di superbia, arrivando ad eliminare il diverso in quanto 'eretico' e deviante.

Il mio lavoro si situa sul crinale del pendolo: riflette sul bisogno di Infinito dell'uomo e sulla tolleranza per ogni forma di creazione, ma anche riflette sull'ipocrisia dell'intolleranza e sul pericolo dell'assolutismo.


"Tutte le religioni sono delle dita che indicano la luna.
L'importante però è non fermarsi a guardare il dito"


 
SIDE BY SIDE

E' un progetto che riguarda la visione simultanea dei lati contrapposti della vita, il conscio e l'inconscio, la struttura e l'informe, la forza magnetica primitiva e le strutture delle nostra società.
La performance alterna una camminata elegante, regale, costipata e strutturata in eleganti quotidiani vestiti, con un urlo a pienagola che improvvisamente emerge dal petto e penetra nell'aria. Un urlo che butta fuori tutto, che viene da territori lontani inesplorati e si catapulta in superficie, superando tutte le barriere.
Non è un urlo di dolore, e nemmeno un urlo di liberazione, è semplicemente l'eruzione vulcanica di una forza sotterranea compressa che ci appartiene e lavora nel profondo.

Non è l'urlo dell'angoscia dell'uomo di fronte al dolore, non è un urlo di aiuto, e nemmeno è un urlo di liberazione dell'inconscio dalle strutture che lo incatenano.
E' semplicemente un urlo di esplosione, esplosione di forze che esistono ma non si vedono.
E' l'affiorare di un livello nascosto, profondo, di un'energia magmatica compressa, che esiste al nostro fianco, di ogni individuo e di ogni società.
E' un urlo 'epifanico', per mostrare visibile la presenza di qualcosa che c'è ma è invisibile.

Side by Side sono i due lati della medaglia che si intrecciano nella nostra esistenza, solo che il lato magmatico è nascosto, non si vede, e spesso non lo si conosce, o non lo si vuole conoscere.
La forza del lavoro sarà di incarnarlo, questo lato invisibile, dandogli fiato, e dandogli forma, attraverso il viso e il corpo, che improvvisamente, da ieratici e composti, diventeranno selvaggi e deformati.

Sto riflettendo anche che l'urlo oggi è un tabù. Non si può gridare da nessuna parte e in nessun luogo. Se lo fai rompi ogni regola, è impossibile. E se urli, vuol dire che è successo qualcosa, tutti si buttano su di te..
Invece io farò un urlo gratuito, un urlo dopo il quale non succede niente, ma ricomponendomi immediatamente, continuo a camminare regale come se niente fosse.
Un urlo che appare e scompare, come i lampi di vulcano e i fulmini di inconscio nella nostra esistenza.
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