Virus New York, 2005

Performance: Sofa Fair, New York, 2005

Il lavoro parte dal significato del 'bollino rosso', che in arte, se posto vicino a un'opera, significa che il pezzo è venduto.
La stessa performance è stata fatta anche ad Arte Fiera di Bologna, con esiti totalmente diversi.

Virus rende concreti e visibili, in maniera provocatoria e ironica, i meccanismi sociali e individuali della ' bulimia' dell'acquisto, che si avverte non solo nel mondo dell'arte ma anche nella vita quotidiana. Le prorompenti campagne pubblicitarie, e la continua tensione al possedere, rendono spesso le persone affette dal virus dell'acquisto onnivoro e totale, dove sembra che l'essere si realizzi soltanto nell'avere.
Il virus si diffonde in maniera esponenziale divenendo il protagonista unico e incontrastato, dove non è più importante la qualità ma la quantità, non che cosa si compra ma quanto si possiede.

Il virus che Liuba ha incarnato alla fiera Sofa di New York ha portato scompiglio e divertimento, diventando il vero protagonista della fiera e, destabilizzando con ironia il sistema, ha messo in crisi i parametri consueti del mondo dell'arte. Addirittura a New York la performance è stata interrotta e Liuba espulsa, in un dialogo paradossale ( le riprese erano proibite e la cameraman le ha fatte di nascosto) sull'onnipotenza del dio-vendita e del dio- denaro.
In uno scenario che rappresenta uno spaccato del mondo dell'arte contemporanea, il video, come la performance, come la vita, si srotola in una catena di microstorie, eventi, reazioni, aneddoti, visioni, commenti, dove il corpo dell'artista diviene simbolo e paradigma di meccanismi profondi e reali, tanto quanto irreale e paradossale è la situazione che la sua performance crea.

 

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