PASSAGGI

( 1993 - 1994)

Sento sfuggire (il bruco)

Sento sfuggire il passare della vita, a volte.
Sfuggire il suo scorrere e il suo divenire.
Gocciolare i giorni e sfogliarsi le identità
come della cipolla gli strati.
Non so nemmeno se mi riconosco.
Metamorfosi imparziali sopra una cornice che muta di poco.

Dovrei partire e spiccare della farfalla il salto.
Se sia metamorfosi
che metamorfosi sia
totale
e che il bruco sbuchi
a farfalleggiare nel cielo di maggio.
Spesso non riconosco l'ieri e lo vorrei indietro.
Strabuzzo gli occhi sui giorni andati vedendo cose
che non trovo più.

Lasciatemi trascorrere senza paura
giorni incredibili e inaspettati
della vita senza certezze che mi sono scelta.
Fatemi trascorrere e dispiegare come una storia
o come la pellicola di un film
o come un rivo in piena che fluisce verso il mare
degli eventi futuri.
Se guardo indietro so
di avere passato molteplicità dense di anni.
Lasciatemi cambiare
e trovare
non persa.

 


Frammenti

Ascoltare il giorno la sera
e guardare fuori da una finestrella minuscola
il calore del sole.
Ascoltare
frammenti di menti
disperse nel vortice
del vivere sociale.
Frammenti di menti
allontanate dai centri.
Frammenti di menti
disperse in percorsi
di successo a pezzetti
rincorso con forza
cercando cosa non si sa.
Corse senza rincorse
che terminano
nel vuoto più nero.
Frammenti di menti
corse vorticose
sulla crosta insignificante
dell'esistenza.

 

 

Uomo

Uomo che tagli
i fili della carne
uomo che seghi
trasparenze di sogni
uomo che frammenti
le viscere dei venti
uomo uomo
mente castrante
sulla natura vibrante.

 

 

Bestie uomini e dei

Cercare sensi introvabili
e costruirvi sopra
pietre di carta.
Divorare irroranti percorsi
e sbriciolarsi
nei pozzi dei sogni.
Segare scorci segreti
con ragnatele nere di contorni
in frammenti bagnati di sangue
che ormai non pulsa più.
Bestie del caos
uomini della mente
e dei del sentire unitario
vaghiamo nel mondo
sbattuti
dai venti.

 


Anima giramondo risucchiata da vortici d'amore

Spremute di girasoli aspersi
sui candidi lenzuoli del girare sui prati
in ricerca.
Spremute di fiori sulle narici stremate
per il correre senza fiato
lungo i binari
dell'amore.
Sorsate di limoni ondulati
appesi su giardini pensili
che stillano gocce di rubiconda giovinezza
prima di sedersi e addormentarsi
un po'.

E schiume di salsedine
schiume di sapori
schiume di aromi incanalati negli antri
degli occhi
sfilano incantando il tuo umore
che brucia piano inesorabile nel tempo
senza più ritrovarsi dopo il giro
ma cercandosi sempre nella meta.
Ma sei tu che dagli antri nascosti
mi sproni senza parlarmi
alla caccia delle farfalle
azzurre.

 

 

Giri fluidi

Assolutamente calmo
il mare respira di onde.
Incredibilmente leggero
il vento naviga le foglie.
Totalmente sereno
il cielo tinge di strisce la terra.
E guardiamo sentendo pace
pace dell'armonia girevole
pace dell'incontro totale.
Giriamo
andando al di là del linguaggio
scoprendo fili intessuti
nelle pieghe dei giorni.
Giriamo raminghi
guardando i soli passare
sentendo il calore perdersi sulle cose.
Passiamo
trascolorando di eventi.

Giriamo il mondo restando.

 

 

Unità

Un centro accolto nel divenire
un cerchio proiettato nel futuro.
Spirali di fiori
accolte nel girotondo di primavera.
Salire e scendere
inspirare ed espirare
dare e ricevere.
Spirale che ruota
come onda di marea
investita di colori
come il mare sotterraneo
del nostro sole.

 


Sotto la crosta della pelle

Chissà cosa sarà mai
questo sottile sentimento lindo
che scoppietta allegramente
sotto la crosta della pelle.

Chissà come si chiama mai
questa euforia colorata
che saltella
di magie cosmiche e celesti.

Chissà da dove viene mai
questa energia strarompente
che scardina fiumi
e straripa porte
questa forza profonda
che ribolle
fermentando ogni cosa.

(Sguardo profondo e assente
di chi beve la realtà
con un sol fiato
cogliendo il tutto e l'intero
del creato)

 


Le radici bambine

Ho capito una cosa.
No, diciamo che ho provato una cosa.
Non so come è successo.
Dopo la febbre.
Non sento più la paura.
Ho la sicurezza di qualcosa.
E' nato dal fondo un barlume
di radici, mie, alle quali finalmente so
di essere attaccata.
Al di là di ogni sicurezza sociale,
distrutta ogni certezza,
scavalcati i confini del buonsenso
corrosi gli ideali fittizi...
dal vuoto in cui mi ero consapevolmente
buttata
e nel quale balenavano le incertezze e le paure
di non avere un dio
un posto sociale
un futuro stabilito
un ideologia prepotente
ora so
che c'è in noi la sicurezza più fonda.
Ora ho intravisto luminosa una stella
dentro
e so che ho delle certezze sulle quali
sto costruendo la mia vita.
E sono certezze pure,
profonde,
forgiate col fuoco catartico della distruzione,
novelle fenici risorte
dalle ceneri delle altre menzogne
camuffate per verità.
Sono certezze bambine,
tenere,
appena nate
dopo un parto violento
ma so che ci sono.
Sono anche certezze scomode,
perché portano sempre verso i luoghi più insoliti
e fuori della scia
del buonsenso
ma ci sono
queste certezze bambine
queste radici sulle quali scivolare
quegli aghi dove far pendere la mia bilancia
e ne sono come folgorata.
Ci sono. Ci sono. Ci sono !
Sono nate !
E scappa la paura
si scioglie al loro sole
e le angosce perdono il loro terribile aspetto abissale
di sconfitta e non senso
per tornare anche, ma precise, definite.
Non sono più le angosce terribili
dell'esistenza che brancola nel buio
senza idoli ma senza centri.
Invece ora so che c'è la radice.
E' in virgulto, ma fortissima.
E' così forte che mi può guidare.
E la sua guida è una follia
e la sua follia un'avventura piena di amore.
So che è nata la radice
sento che c'è e non può sciogliersi via
la culla dalla quale nascono le mie certezze
e il nido dove sentirmi a casa.
Nonostante tutto e nonostante tutti.
Per questo non ho più paura.
La paura esistenziale è scomparsa
e si è accesa una luce intensa.
Decisa.
Bellissima.

 

La boa e il mare

A volte vorrei che tutto fosse deciso da altri
cosicchè non ci fossero più dubbi, scelte, ricerche, slanci.
Obbedire a qualcosa...
Strano, è una parola che non mi ha mai sfiorato
e dalla quale fuggo allibita
se non per obbedire a sé stessi.
Eppure
a volte sarebbe così comodo
obbedire a qualcuno o a qualcosa di esterno...
Delle regole da seguire, se queste fossero
il modo di arrivare dove vuoi tu.
Ma dove voglio arrivare io
è il fondo senza regole e l'abisso
che accomuna o che cancella
dove il caos è invitato principe.
Fortunatamente c'è un ordine del caos
e solo dal caos si ricava l'ordine.
Ma il caos oltrechè spaventoso
è anche faticoso.
Nuoti nuoti ma non sai quando - e se -
toccherai la riva.
Certo più comodo starsene attaccati
a una BOA
e non vedere mai terra
ma non affannarsi tanto.
Il mondo gira intorno alle boe
e la rete umana è essa stessa una boa.
Alcuni si tuffano a perlustrare
il mare, altri no
altri ancora vi sono caduti e presi dal panico
nuotano deliranti verso la boa unico appiglio.
E pochi
nuotano verso la riva
quale essa sia.

 


Coriandolo di assoluto

Accendere la luce del cuore e attaccarci
al nostro coriandolo
di assoluto
che da qualche parte profonda
abbiamo.
Lasciarci sconvolgere da questa molecola
e sparire
a noi stessi.