LE
MUMMIE VINCENTI
(Milano
1999-2001)
Contemporaneo
Sudari
di umanità
Intasano le strade
Caotiche formiche
In eterno movimento
E in caduca sfioritura.
Sudari
di umanità
Intasano le città
Spolpati come granchi
Sui gusci della vita.
Povere
anime
Dove andate povere anime
Rinchiuse negli ospedali
Dei vostri scaffali ordinati
Costruiti in fila
Da dove non potete
Uscire se non dai sensi
Unici in precedenza
Programmati?
Dove
andate tra un vicolo e l'altro
della ragnatela di plastica
appiccicata al vostro
cervello?
Sperate
che venga un terremoto
Povere anime poco pulsanti
Che distrugga le vostre sicurezze di carta
Per poi
Forse
Rinascere.
Ipertrofia
Corri,
leggi, studia,
informati, divertiti,
corri, parla, costruisci,
distruggi, caga, dormi,
corri, telefona, ricordati,
fai la spesa, indaga,
organizza, mangia,
copula, compra, corri,
possibile
che crediate
che sia tutto
importante?
Se corri, lavori, mangi, spendi,
caghi, copuli, ti diverti, pensi,
parli, memorizzi, organizzi,
velocizzi, guardi, parli,
ti
svegli, lavi, studi e compri
come
differenzi
il valore
delle cose?
Le
mummie vincenti
Ascolto
il brusìo del traffico e spio
le mille vite danzanti
che annaspano sugli oggetti
respiro l'ansia
il vuoto e la morte
dal volto incartapecorito
di chi crede
di essere arrivato
perchè ha.
Guardo
gli occhi inespressivi
corpi come impalcature
che si assimilano ai palazzi
gli orgogli falsi di chi arriva
e il trionfo di chi c'è già.
Nudi
scafandri
gusci di granchio
dove succhiata è ogni polpa
ragnatele sul niente che corrono
soddisfatte di sè.
Annuso
gli angoli dei loro
passatempi
annuso i ritmi dei loro
divertimenti
e una pista di morte
arriva gelata
la vita è sparita
nel pieno della festa.
Vagano
le mummie vincenti
ovunque onnipresenti
ovunque attive
e chissà qual è
il giorno
in cui sapranno
che sono cadute e sepolte.
Furia
Abbiamo tanto da fare
Che spesso ci dimentichiamo
Del mare.
Ballata
della città
Quando
arriva la sera
La gente si dispera
Non ha più nulla da fare
E si sente soffocare.
Durante il giorno invece tante cose
Da fare veloci come api operose
Seguire la scia della corrente
E star sicuri di non pensar più a niente.
Ma
la libertà dove è andata a finire
Se non ti fermi neanche per capire
Cosa vorresti e cosa puoi fare
Con la tua vita che è tutta da inventare.
O
città di uomini ingordi
Di progetti danari sesso e bagordi
Spegni le luci e metti a tacere
Il troppo strafare e il troppo volere.
Al mare d'inverno
E'
felicità pura.
E' sciogliersi del ritmo
Sciogliersi dell'io
Sentire la mente sotto
il cuore
e stelle di calore
agitarsi nutrienti nel petto.
E'
pace abissale.
E' specchio di ciò che sono
E culla da dove provengo
E' alba che nasce dal grembo.
Dalla passione Secondo Matteo
Rivoli di voci
Cascate di note
Ascesi di musiche
E discese.
Il ritmo dell'esistere
Su e giù
Stasi e movimento
Solitudine e compagnia
Dolore e allegria.
Sapiente è la vita
Che gioca con gli opposti
Senza annoiarci con il chiaro
Ci porge anche lo scuro
Senza evitare il pianto
Esalta la gioia
Senza saltare l'inverno
Ci sboccia la primavera.
E' sapiente la natura.
Meno sapiente l'uomo
Quando non ascolta le voci
Della terra e del cielo
Prevaricando con concetti che dividono
Ciò che diviso non è.
La quiete arriva, a volte
La solitudine, la paura
Il vuoto
Accoglierli è saggezza
Ascoltarli è crescita
E superarli è necessaria conseguenza
Della natura delle cose
Che prepara
col secco i fiori
e col silenzio il canto.
Il
doppio bordo del sogno
Vorrei
essere leggera, leggera come una farfalla
Dal vento farmi trasportare e per la gioia cantare
Vorrei essere cava, cava come una miniera
Per trovare diamanti nella notte più nera.
Vorrei essere tranquilla, tranquilla come una montagna
Per godere dei fiori e dei prati di campagna.
Vorrei essere profumata, profumata come un fiore
Per far sentire agli altri tutto il mio sapore.
Vorrei essere cantante, cantante d'amore
E regalare a tutti un pezzettino del mio cuore
Vorrei essere calda, calda come fuoco
E correre la vita come fosse un gioco.
Vorrei essere cicala, cicala per godere
Un pomeriggio d'estate, un acqua da bere.
Vorrei essere leggera, leggera come il vento
Per esser dovunque in ogni momento
Vorrei esser soltanto, soltanto come sono
E accettar la vita tutta come un dono.
Vento-contro
Sorseggiare
ogni istante è sapienza antica
Eppure tra i moderni si è spesso perso
Il senso della vita
Tra faccende e impegni tutti da incastrare
Le persone hanno smesso persino di sognare
Hanno smesso di cantare ma i lamenti
Te li spiattellano in coro ai quattro venti:
che la vita è fatica, impegno e dovere
ci dicono tutti con serie maniere
ma io non ci credo perché non lo sento
e contenta continuo a correr nel vento.
Chi siete voi
Chi
siete voi
sicuri nelle vostre grasse case
per decidere con un soffio
i destini della carne
degli uomini?
Chi
siete voi
grossi bufali di carta
serpenti
per autoeleggervi
onnipotenti
come fatidici dei?
Chi
siete voi
inginocchiati al padrone interesse
per scavalcare
ogni naturale sentimento
di pietà?
Siete
deboli
deboli più dei deboli
che volete schiacciare
Siete
criminali
criminali più dei criminali
che volete eliminare
Siete
morti
morti più dei morti
che vi ostinate ogni giorno
a condannare.
|