Poesie per Oltre
il limite
Sera
di nebbia.
Uno spillo
mi punge il cuore :
goccia di sangue
che grida
la vita.
I miei giorni si sciolgono
rapidi e pianeggianti.
Un velo sottile
mi impedisce di veder le stelle.
Ascoltare
il giorno la sera
e guardare fuori da una finestrella minuscola
il calore del sole.
Ascoltare
Frammenti di menti
allontanate dai centri.
Frammenti di menti
disperse in percorsi
di successo a pezzetti
rincorso con forza
cercando cosa non si sa.
Corse senza rincorse
che terminano
nel vuoto più nero.
Frammenti di menti
corse vorticose
sulla crosta insignificante
dell'esistenza.
Eppure
è così.
Ci siamo
e siamo immersi
e non sempre sappiamo
quale
liquido
ci sommerge.
Non sempre vediamo
di cosa è fatta la terra
e ciechi giriamo
su labirinti di carta
non sapendo quali sono
voragini
e quali
no.
Ho
capito una cosa.
No, diciamo che ho provato una cosa.
Non so come è successo.
Dopo la febbre.
Non sento più la paura.
Ho la sicurezza di qualcosa.
E' nato dal fondo un barlume
di radici, mie, alle quali finalmente so
di essere attaccata.
Al di là di ogni sicurezza sociale,
distrutta ogni certezza,
scavalcati i confini del buonsenso
corrosi gli ideali fittizi...
dal vuoto in cui mi ero consapevolmente
buttata
e nel quale balenavano le incertezze e le paure
di non avere un dio
un posto sociale
un futuro stabilito
un ideologia prepotente
ora so
che c'è in noi la sicurezza più fonda.
Ora ho intravisto luminosa una stella
dentro
e so che ho delle certezze sulle quali
sto costruendo la mia vita.
E sono certezze pure,
profonde,
forgiate col fuoco catartico della distruzione,
novelle fenici risorte
dalle ceneri delle altre menzogne
camuffate per verità.
Sono certezze bambine,
tenere,
appena nate
dopo un parto violento
ma so che ci sono.
Sono anche certezze scomode,
perché portano sempre verso i luoghi più insoliti
e fuori della scia del buonsenso
ma ci sono
queste certezze bambine
queste radici sulle quali scivolare
quegli aghi dove far pendere la mia bilancia
e ne sono come folgorata.
Ci sono. Ci sono. Ci sono !
Sono nate !
E scappa la paura
si scioglie al loro sole
e le angosce perdono il loro terribile aspetto abissale
di sconfitta e non senso
per tornare anche, ma precise, definite.
Non sono più le angosce terribili
dell'esistenza che brancola nel buio
senza idoli ma senza centri.
Invece ora so che c'è la radice.
E' in virgulto, ma fortissima.
E' così forte che mi può guidare.
E la sua guida è una follia
e la sua follia un'avventura piena di amore.
So che è nata la radice
sento che c'è e non può sciogliersi via
la culla dalla quale nascono le mie certezze
e il nido dove sentirmi a casa.
Nonostante tutto e nonostante tutti.
Per questo non ho più paura.
La paura esistenziale è scomparsa
e si è accesa una luce intensa.
Decisa.
Bellissima
Una
pentola nascosta
bolle
sotto il filo spinato
dell'apparenza.
La nebbia del fantasticare
accende la lampada
della realtà.
Mi accorgo di esistere.
Non ho più paura del vuoto
frenetico
che accompagna i gesti quotidiani.
Il filo della Bellezza
si dipana
portando fiducia.
La lamiera è incisa.
Si può aprire.
Intravedo il cielo.
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