PERCORSO
Il progetto nasce da un performance, effettuata nel 1998 alla Galleria Avida Dollars di Milano, in sinergia con Francesca Amat, ma si è sviluppato poi in una ricerca centrata sulla fotografia con immagini ricavate dalle riprese video della performance. Attraverso una resa video sgranata e offuscata, sono nate fotografie basate sulla poeticità dell'immagine.
Qui di seguito riporto una parte del testo adottato, allora, come presentazione della performance.
"C'era una volta una margherita che un giorno scoprì di avere i petali tutti colorati. Era una scoperta strana, perché tutte le persone intorno a lei volevano che fosse di un colore solo: "Ma dimmi - le chiedevano - sei rossa o sei blu? Sei forse gialla o ti sta meglio il verde? Devi scegliere un colore solo, così fai confusione…" E la margherita diventò triste, perché sapeva di non poter cambiare il colore dei suoi petali e nessuno la voleva, perché non rientrava in nessuna casella… "E se davvero dovessi scegliere un colore solo?" pensava scoraggiata. Poi però un giorno spuntò un folletto che la portò nel centro della terra, in un paese pieno di colori, e lì la margherita trovò tanti folletti colorati, che le insegnarono ad essere orgogliosa dei suoi petali e ad andare in giro per il mondo a portare il profumo dei suoi colori. Il filo era ben visibile ora, e aveva una direzione!
Ma il mondo era difficile per una margherita colorata… Cominciò la vera solitudine, la paura, l'ansia di non farcela e la consapevolezza delle reti nelle quali rimanere impigliata… Quasi nessuno la capiva e sempre c'erano persone che volevano toglierle i suoi colori, per farla diventare una normale margherita bianca, come tutte le altre, avere il suo bel lavoro sicuro, le sue certezze e le sue scatole. Ma la margherita piangeva dentro le scatole, anche se sapeva che era più comodo starsene là dentro al calduccio invece che uscire nella tempesta. Incontrò anche altri folletti colorati che la aiutarono, ma alla fine si stancò così tanto che sparirono i suoi colori e si ammalò. Era sparito anche il filo. Arrivò il buio e la febbre. Non sapeva nemmeno come curarsi.
Ma ecco che improvvisamente venne un uccello bianco che la portò in un paese lontano lontano, pieno di colori, di danze e di suoni allegri… E lì la margherita, dimenticandosi di tutto, cominciò a danzare con le farfalle, sempre più leggera, sempre più contenta… e si accorse che a poco a poco ricomparvero tutti i suoi colori, e ancora più forti, e ancora più belli di prima, così forti che neanche se li era immaginati, così tanti che non li aveva mai visti. E anche il filo ritornò, ma non il filo che fino a prima aveva seguito e al quale si aggrappava, era un filo nato dal suo centro, un filo che partiva da dentro, un filo che la faceva danzare di colori dappertutto e che non si sarebbe più fermato…
La margherita sarebbe rimasta per sempre nel paese delle Farfalle, ma il filo a un certo punto la condusse nella sua grande città, così grigia e triste, perché c'era tanto bisogno di colore laggiù, dove la gente corre senza guardare il colore delle proprie scarpe e senza sapere nemmeno il colore dei propri piedi."