5. La fuga notturna

 

Finalmente oggi - martedì - ho messo a posto tutte le mie cose, avevo una confusione pazzesca, miscugli di vestiti, cose pulite cose sporche, documenti, video, materiali performance, libri, negativi, ecc..tutti mischiati da traslochi, cambi valigie e lavori. Oggi ho un attimo di calma. Sono tornata a casa dalla galleria verso le 7 e a parte delle mail, stasera posso rilassarmi e prendere i tempi 'lunghi'. Tra poco cucino qualcosa per me e Kevin, lui sta arrivando pure dal lavoro. Bisogna che cominci a mangiare a casa più spesso, perché anche se sto molto attenta a quello che mangio fuori, è praticamente impossibile seguire la mia stretta dieta omeopatica delle intolleranze, e uffa, mi stanno ritornando i brufoli. E' assurdamente matematico: appena mangio qualcosa che abbia lievito, latticini, zuccheri, maiale o altro mi spunta il brufolo. E qui è difficile controllare cosa mangi, anche se con attenzione quando compro le cose guardo le etichette. Ma già non è facile capire in inglese tutti gli ingredienti (per il cibo è come per gli arnesi, sono gli elementi più strani da imparare, i più banali e i più difficili), e poi qui si mangia o arabo o cinese o indiano o chissà che altro, e vattelapesca sapere cosa c'è dentro ai cibi. E spesso per non sbagliare mangiavo delle gran insalate (senza condimento perché il 'dressing' che gli mettono qui è orrendo - almeno per me - e strafitto di tutto ciò che mi fa male) con un tocco di formaggio di capra o di carne, quando riuscivo a mangiare.. Credo di essere dimagrita parecchio in questo periodo. Non che questo mi dispiaccia, ho il fisico in gran forma, però ho sofferto delle grandi fami, sei sempre in giro e a volte non c'è tempo per mangiare, e nessuno sembra fermarsi mai. Per lo più comprano il cibo da asporto, ma quasi sempre sono intrugli che io non volevo mangiare. Però quando mi sono seduta a qualche ristorante ho mangiato bene. Qui c'è il meglio della cucina di ogni paese. Però uffa mi stanno ritornando i brufoli anche se non mangiavo quasi niente…Oggi finalmente sono a casa presto ho fatto la spesa e cucino un sano piatto di pasta (ne ho anche una gran voglia).

Sono di nuovo a casa di Kevin. L'ultima volta che ho scritto ero nella casa del Quebec a Soho, ma sono successi dei fatti pazzeschi e sono fuggita nella notte. Venerdì scorso. Non ho scritto in questi giorni perché è stato tanto il nervoso e il male che quella situazione della casa mi ha fatto, che non volevo né pensarci né ricordarla. Diciamo che cercavo di rimuoverla. E poi avevo molto da fare. Domenica ho fatto la performance all'Armory, e poi andavo in galleria, e poi in giro a vedere le varie fiere di questo bollente week-end artistico newyorkese. Non è che abbia visto tutto, per lo più non ero nello spirito di 'vacanza e party', ma stavo lavorando alla mostra e a preparare la performance, per cui non è che me la sono goduta tanto. Anzi, ero sempre distrutta, è pazzesco quante cose dovevo far quadrare in galleria per mettere su questa mostra (ultimamente l'assistente attore si è rivelato più di aiuto, per le cose meno 'strutturali' è un buon aiutante, anche se però va sempre seguito).
Dunque ero nella casa di Soho, mi sentivo parecchio a disagio, nadine era aggressiva e melensa al tempo stesso. Ho scoperto poi che era molto falsa. Mi parlava gentile, e poi diceva agli altri che dovevo andare via al più presto. Intanto erano arrivati i suoi ospiti per l'Armory show, mi sembra un 3 o 4 persone. Ma io stavo tutto il giorno in galleria e la sera andavo a vedere le mostre, e tornavo a casa solo per dormire (e dormivo male, sentivo una strana corrente nel letto che mi faceva agitare senza prendere sonno. eccola lì, l'energia negativa delle case, che capto sempre, e al contrario del mio solito dormire da ghiro, si manifesta non facendomi chiudere occhio).
Dunque venerdì esco di casa la mattina e siccome era caldo cambio giubbotto e dimentico la tessera del metro nell'altro. Torno su a prenderlo ma mi accorgo di non avere le chiavi. Strano, le avrò dimenticate, ma non mi capita mai, di solito le metto nella borsa, sempre. Mah, le avrò lasciate nel giubbotto. Torno a casa, suono il campanello, mi apre l'ospite. Cerco le chiavi nella tasca e non le trovo, strano. Però dovevo uscire quindi mi catapulto fuori, un po' preoccupata (io non perdo mai le chiavi, e nemmeno le dimentico, dove le avrò messe? Strano…) Quella sera, uscita dalla galleria vado a 'Scope', vedo un amico italiano e decidiamo di andare al party di scope. Ok, gli dico, ma prima devo passare a casa a prendere le chiavi. Non voglio tornare a casa tardi e dover suonare il campanello, con quella lì che mi guarda in cagnesco… Arrivo a casa alle 9, suono e mi apre l'ospite (tesa pure lei. Chissà cosa nadine le ha detto..), cerco le chiavi dappertutto ma niente. Chiedo all'ospite se aveva le chiavi. Sì, dice, nadine ce ne ha dato un paio ( ci sono solo due mazzi nella casa e le chiavi non si possono duplicare…). Faccio i conti: un mazzo nadine, uno gli ospiti.. e le mie? ...ma allora me le hanno sottratte di notte, perché ieri sera le avevo!!! Chiamo nadine inferocita e lei mi aggredisce dicendo che agli ospiti servivano le chiavi e anzi che quella sera dovevo liberare la mia roba perché un altro ospite doveva dormire nella mia camera. Mi arrabbio ma lei mi sbatte giù il telefono. Ero furiosa come non mai. Ma che storia è questa, frugano nelle mie cose? L'ospite fa l'indiana, dice devi parlare con nadine. Chiedo le chiavi all'ospite perché devo uscire, e lei dice che non può darmele, ma che posso suonare e lei mi apre che andrà a letto tardi. Esco col mio amico (che avevo fatto salire anche per sentirmi spalleggiata) e andiamo al party. Ma io ero nervosissima. Inaudito! 'Qualcuno' mi ha sottratto le chiavi dalla borsa senza dirmi niente. Ma come si permette? Ero pure distrutta, tesa, il giorno dopo avrei dovuto fare la performance all'Armory, ero d'accordo con Mitchell per le riprese. Ma come faccio a concentrarmi se a casa succedono queste cose? Appena inaugurata la mostra giovedì prossimo me ne vado, penso.
Torno a casa presto dal party di scope, stanca e agitata. E cosa trovo? Tutte le mie cose, i miei vestiti, le mie valigie le cose da lavoro, la mia varia tecnologia, i libri, tutto ciò che era nella mia camera e in ordine, AMMASSATO ALLA RINFUSA NEL CORRIDOIO, fuori dalla stanza, le mie lenzuola appoggiate sul divano, e due persone che dormivano nella mia stanza…Ero fuori di me dal nervoso: non mi sono mai sentita più umiliata in vita mia e mai trattata così!! La falsa non dice niente davanti (anche per le chiavi la sera prima mi aveva incontrato e non me le aveva chieste..) e si permette di mettere mano alle mie cose! Senza il minimo rispetto! Gli altri dormivano, io mi metto a piangere singhiozzando, agitatissima. Mi sono sentita trattata senza il minimo rispetto. Non voglio stare un attimo di più in questa casa.. Erano l'una e mezza di notte. Faccio un messaggio di sos al mio amico kevin (che era al corrente della situazione) e gli chiedo se l'indomani posso tornare da lui. Lui mi telefona subito, dicendo che era ancora sveglio e che potevo venire immediatamente. Faccio i miei trecento bagagli, vorrei fare a pezzetti tutta la casa, per la rabbia, ma mi trattengo perché non mi piacciono le ripicche, ma come un turbine entro in camera dove gli altri dormono e prendo tutte le cose che avevo nei cassetti, assemblo tutto alla cavolo, e trascino giù dall'ascensore le mie due valigie, 4 borse, computer e persino un sacchetto della spesa ( non voglio lasciare a quella strega nulla di mio), e con uno sforzo immane mi trascino in prince street a cercare il taxi. Arrivo da kevin sfibrata e incredula, con addosso una brutta energia da smaltire e farmi scivolare via. Niente di grave, tutto è alle spalle, ma che razza di persona, sono distrutta. Oltre la fatica e la tensione delle cose da preparare per la mostra e la performance, anche questo stress. Sono ormai più delle tre. Devo dormire. Chissà come faccio a caricarmi l'energia per la performance. Se non lavoro profondamente con la mia energia non riesco a fare le performance.- E' una questione di concentrazione e un lavoro sull'interiorità. Di solito mi ci vuole almeno un giorno di preparazione e di silenzio. Questa volta avrò poche ore domattina ( appuntamento con mitchell verso 1- 1.30). ci riuscirò?

Mi alzo alle 11 con le ossa rotte e con il fisico molle come un'ameba. Sono debolissima. Il corpo non riesce ad avere nessuna energia, le emozioni e la stanchezza so che mi fanno bruciare di tutto, ed è come se una centrifuga risucchiasse via le forze, insieme con i sali minerali. Quando sei così debole piangi per nulla. Cerco di rilassarmi e concentrarmi per farmi venire le forze. Oltre che non riuscire ad alzarmi dal letto, dovrei avere forze supplementari per andare in giro per l'Armory con due occhiali stuccati di bianco senza vedere nulla… cerco di dormire ancora. Il tempo passa, io sempre più giù. Vado di sotto a cercare Mitchell al teatro. Gli racconto i fatti, e gli chiedo a questo punto se lui sarebbe libero anche domani, perché oggi per me sarebbe uno sforzo tale che mi sembrerebbe una punizione fare la performance, e non un piacere, come di solito è. Fortunatamente lui può anche domani, e, riconoscente, me ne torno a letto facendo una fatica immane solo a salire i due piani di scale. Spompata. Caspita. Lo so, mi succede sempre così, le emozioni e le mille cose da pensare mi succhiano tutte le energie. Fortunatamente ho imparato a conoscere i miei limiti e i metodi per recuperarle, e per averne in abbondanza. Ma questo richiede tempo. Oggi non faccio nulla, mi dico, e mi sento triste e sola tutto il pomeriggio, esausta. Verso le 5 mi tiro su dal letto e invece decido di andare all'armory, così me lo 'vedo' non in performance, e studio anche la situazione per domani. Vedo l'Irina, l'Olivia e altri amici. Per la prima volta da quando sono a New York mi concedo un pomeriggio/sera di vacanza, senza pensare a quello che devo fare, e vado con loro a delle inaugurazioni, e poi a cena - e poi mi trascinano a un party artistico a Queens, location bellissima, non molta gente, meglio perché io ero ancora molto stanca e volevo andare a letto presto. L'indomani avrei di sicuro fatto la performance. Ora ne avevo finalmente voglia.


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